La seconda tappa evolutiva ortodontica: cosa succede da 3 a 6 anni

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La seconda tappa evolutiva ortodontica: cosa succede da 3 a 6 anni

Scopriamo insieme cosa succede, quali precauzioni prendere e quali terapie effettuare nella seconda tappa evolutiva ortodontica che va da 3 a 6 anni

La seconda tappa evolutiva ortodontica, quella che va dai 3 ai 6 anni, è un momento che richiede un’attenzione particolare da parte dei genitori e del pediatra: in questa fase è indispensabile “sorvegliare” l’evoluzione del sorriso del bimbo, pianificare una futura terapia ortodontica oppure scegliere di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

I denti da latte sono ormai spuntati, mentre quelli definitivi eromperanno solo dopo i 5 anni: è in questa fase di relativa stasi che il bimbo inizia a sviluppare quella che sarà la sua occlusione dentale definitiva e questo lo rende un potenziale paziente ortodontico.

Abbiamo già parlato in questo articolo sulla prima tappa evolutiva ortodontica di quanto sia importante fare prevenzione ortodontica: la prima visita ortodontica andrebbe effettuata proprio tra i 5 e i 6 anni, per assicurarsi che non ci siano particolari problematiche che, come vedremo in seguito, saranno affrontate al più presto possibile per evitare di compromettere la corretta occlusione dentale del bimbo.

Vediamo insieme quali sono le buone pratiche da mettere in atto in questo periodo di sviluppo e quali le eventuali terapie ortodontiche che si possono già effettuare.

I segnali di una futura malocclusione

Eccone alcuni indizi osservabili tra i 3 e i 6 anni che dovrebbero mettere in allarme genitori e pediatra:

  • Assenza di diastemi, cioè di spazi tra i denti da latte, necessari per far posto ai denti definitivi
  • Eccessiva abrasione delle cuspidi, cioè le “punte” dei denti da latte
  • Perdita di alcuni denti da latte dovuta a carie o traumi
  • Anomalie dentali, come denti in soprannumero

Cosa fare durante la tappa evolutiva da 3 a 6 anni

Questo periodo è ideale per iniziare a informare il bambino sull’importanza dell’igiene orale e per trasmettergli le regole di una buona educazione alimentare al fine di prevenire la carie: a partire dai 3 anni generalmente il piccolo diventa in grado di lavarsi i denti da solo, quindi diventa importante responsabilizzarlo rispetto all’igiene orale.

D’altra parte, una corretta educazione alimentare sia per i genitori che per i bambini permette di conoscere i rischi legati all’assunzione di cibi zuccherosi e in generale dannosi per la salute del sorriso.

A questa età è fondamentale anche monitorare e eliminare tutte quelle abitudini viziate, come il ciuccio, che possono compromettere la futura occlusione dentale.

Attenzione anche alle carie!

Molti genitori ritengono tuttora che non sia necessario curare le carie dei denti di latte: in realtà non c’è convinzione più sbagliata.

Le lesioni cariose vanno tempestivamente e adeguatamente trattate anche nei denti decidui, perché trascurarle può portare alla caduta prematura dei dentini, che invece offrono una guida importante all’eruzione dei denti definitivi, riducendo le possibilità che crescano storti.

Quali terapie ortodontiche si possono mettere in atto in questa fase?

Come abbiamo detto, è in questo momento che è consigliabile effettuare una prima visita ortodontica per valutare la presenza di eventuali difetti di occlusione sui quali è possibile e anzi necessario intervenire precocemente.

Ecco alcune situazioni in cui la terapia ortodontica è assolutamente indicata anche prima dell’eruzione dei denti definitivi:

Altri tipi di malocclusione, fenomeni come il bruxismo oppure la presenza di frenuli gengivali malposizionati non devono destare particolare preoccupazione: si tratta infatti di fenomeni che tendono a scomparire o ad attenuarsi con la crescita o comunque di situazioni patologiche che non necessitano un intervento precoce.

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