Chi collabora con l’ortodontista? Una figura da considerare è il logopedista

  1. Homepage
  2. Blog
  3. Chi collabora con l'ortodontista? Una figura da considerare è il logopedista
Chi collabora con l’ortodontista? Una figura da considerare è il logopedista

Sin dalla prima intervista di questa serie abbiamo iniziato a conoscere da chi è composto il team di esperti che collabora con l'ortodontista per regalarci un bel sorriso. Siamo arrivati al terzo specialista in materia, infatti questa volta presentiamo la figura del logopedista.
Risponde alle nostre domande il dott. Gianpaolo Mignardi.

Abbiamo visto nel primo articolo che uno dei tanti falsi miti che circola sulla cultura ortodontica è che quando si parla di problemi ai denti, che si tratti di una carie o di corretto allineamento, esista solo la figura del dentista come medico a cui rivolgersi. Invece non è così! Ora abbiamo imparato che l'odontoiatra non cura i denti storti perché non è uno specialista. Lo specialista che, invece, risponde a questo caso è l'ortodontista.

Dopo aver presentato la figura del pediatra, ci siamo rivolti al logopedista. Per approfondire alcuni argomenti inerenti il nostro tema, abbiamo parlato con il dott. Gianpaolo Mignardi, Presidente di SMOF Italia e collaboratore dell' Ospedale Maggiore - AUSL Bologna, occupandosi inoltre di disfagia e di problematiche della voce. Svolge regolarmente attività di docenza presso Università, Presidi del SSN e Società scientifiche.
Ecco come ha risposto alle nostre domande.

Di cosa si occupa il logopedista?

Il logopedista si occupa, tra le altre cose, della valutazione e del trattamento delle funzioni orali, e cioè:

  • della deglutizione nelle sue varie fasi, da quella evolutiva a quella involutiva
  • delle vie aeree superiori come luogo di gestione della corrente respiratoria, della risonanza vocale e dell’articolazione dei fonemi
  • dell’oralità come territorio privilegiato di conoscenza, di relazione, comunicazione e di evoluzione
  • del know how educativo, rieducativo e dell’apprendimento.

In genere, quando consiglia alle famiglie di fare una prima visita ortodontica al bambino? Dipende dalla sua età o da particolari condizioni di salute?

In sede di valutazione logopedica spesso succede di riscontrare come, a monte di una disfunzionalità in uno degli ambiti sopra descritti, vi possa essere un quadro dento scheletrico che devia dalla norma. Quindi, anche  intorno al quarto-quinto anno di vita capita di consigliare una valutazione ortodontica. 

Lei è d'accordo sulla diagnosi precoce di eventuali disfunzioni ortodontiche?

Se il compito del logopedista è agire sulla funzione, egli deve sapere in che misura la forma può condizionare la funzione; quindi , ed è lo stesso motivo per cui spesso è indispensabile una consulenza ORL precoce per valutare la pervietà delle vie respiratorie nasali.

La stessa cosa vale per il contrario. Ritengo infatti che l’approccio logopedico precocissimo, anche ai tre-quattro anni di vita, riguardo i prerequisiti alle funzioni orali sia la vera sfida professionale per tutti noi. Se il pediatra, l’odontoiatra infantile, l’ortodontista, l’otorinolaringoiatra e il foniatra, nella loro preziosa funzione di filtro, intercettano una linea evolutiva disfunzionale a riguardo, l’invio al logopedista per un’attività educativa possa essere un lavoro preventivo di enorme importanza riguardo lo sviluppo del complesso dento scheletrico.

Con attività educativa si intende affrontare: le parafunzioni, l’uso di succhiotti e tettarelle, l’abilità della gestione nasale, l’emancipazione delle abitudini alimentari, le condizioni orali dal punto di vista affettivo relazionale e cognitivo.

In che modo SMOF Italia lavora per aumentare la collaborazione tra logopedisti e ortodontisti?

Ritengo che lo Squilibrio Muscolare Orofacciale in rapporto a malocclusione dentale si possa affrontare solo attraverso la collaborazione di più specialisti.
Il rapporto logopedista - ortodontista è una delle mission più importanti sulla quale si è costituita SMOF Italia: una società scientifica nata con intenti di condivisione, studio, formazione e informazione riguardo lo SMOF.

È urgente, innanzitutto, la conoscenza reciproca delle nostre due figure, per costituire un linguaggio comune, per condividere obiettivi, modalità di raggiungimento e timing. E questo è ciò che oggi stiamo facendo con SIDO.

Un consiglio che si sente di lasciare a tutti i genitori perché si facciano orientare al meglio sul tema dal loro logopedista di fiducia?

Il genitore può affidarsi con tranquillità solo a quel logopedista che si interfaccia con tutte le figure che ruotano attorno alla malocclusione dentale e quindi alle funzioni orali del proprio figlio.
Il logopedista deve offrire inoltre una presa in carico ed un percorso personalizzati, per evitare una sterile esecuzione di esercizi fine a se stessa.
Il genitore inoltre deve pretendere dal logopedista un’informazione precisa ed esaustiva riguardo all’argomento e, da parte sua, offrire una disponibilità ed una collaborazione massima al professionista.