Dopo l’apparecchio ortodontico: l’importanza della Contenzione

  1. Homepage
  2. Blog
  3. Dopo l’apparecchio ortodontico: l’importanza della Contenzione
Dopo l’apparecchio ortodontico: l’importanza della Contenzione

Finalmente i denti sono allineati, il sorriso è smagliante e ci siamo liberati dell’apparecchio ortodontico.

In realtà, il percorso di cura ortodontico non termina semplicemente con la rimozione dell’apparecchio, ma continua con un periodo di Contenzione.

La Contenzione consente di mantenere inalterati i risultati ottenuti dopo lunghe e fastidiose terapie; si tratta, quindi, di una fase di stabilizzazione che si effettua con apparecchi di contenzione. Questa ulteriore fase della cura ortodontica è necessaria per un periodo di almeno un anno dopo il termine dello spostamento dei denti, per mantenere il risultato al sicuro.

Gli apparecchi di contenzione

La contenzione può essere attiva o passiva:

  • Le contenzioni passive servono a consolidare la posizione dei denti, grazie all’aiuto di apparecchi specifici;
  • Le contenzioni attive servono a contrastare gli stimoli nocivi che possono spingere i denti peggiorandone la posizione o modificare in negativo la crescita del viso. I peggiori nemici di un risultato stabile sono la spinta della lingua in mezzo ai denti e tutte le alterazioni delle funzioni orali.

Gli apparecchi di contenzione sono di 3 tipi:

  • Il filo metallico, che si incolla dietro i denti. Questo metodo si usa quando i denti sono tutti permanenti, per contrastare il rischio di recidiva dell’affollamento dentale. Ha il vantaggio di essere invisibile, ma comporta difficoltà maggiori nella pulizia quotidiana dei denti e può staccarsi in uno o più punti nel corso del tempo per le forze della masticazione.
  • Gli apparecchi rimovibili in resina. Ne esistono di più tipi e richiedono collaborazione, anche se di solito devono essere indossati solo la notte. Permettono però di mangiare e lavarsi i denti normalmente.
  • Le mascherine invisibili: hanno uno spessore che copre la superficie masticante dei denti, abbracciano i denti come in una gabbia di plastica impedendone i movimenti indesiderati. Sono molto utilizzate perché poco ingombranti e rimovibili, però si possono rompere o usurare, soprattutto se il paziente bruxa o serra con forza i denti durante il sonno.
    (leggi il nostro articolo sul Bruxismo).

La contenzione non è una garanzia assoluta nel tempo

La stabilità del risultato ortodontico dipende sicuramente da una buona diagnosi e da un piano di trattamento appropriato. E l’efficacia dei diversi tipi di contenzione dipende molto dalla collaborazione del paziente e dal controllo periodico presso l’ortodontista.

Nei pazienti in crescita la forma del viso e l’occlusione dentaria si modificano fino al raggiungimento dell’età adulta. Ma, anche in seguito la bocca si trasforma, perché mastica, parla, si muove, vive!

Quanto dura la contenzione

La cura ortodontica è un trattamento individuale, non vi è quindi una regola valida per tutti i pazienti.

Se il caso è complesso, bisognerà essere più attenti e puntuali nei controlli a distanza. Il paziente deve essere informato e responsabile, presentandosi periodicamente al controllo.

Una contenzione per tutta la vita non ci mette al riparo dall’invecchiamento dentale, ma può controllare alcuni fattori di rischio.

Un buon trattamento, tuttavia, migliora sempre la qualità di vita del paziente e non si modifica in tempi brevi.

La precauzione più importante è fare i controlli una o due volte l’anno, per intercettare, in tempo, eventuali recidive o nuove problematiche ortodontiche e correggerle tempestivamente.